domenica 29 giugno 2014

le buttane



FILM COMPLETO

lucertola con due teste

Lucertola con due teste scoperta a pochi chilometri dalla centrale nucleare del Garigliano!

Una lucertola con due teste. L'hanno immortalata gli abitanti del piccolo borgo del casertano di Tora e Piccilli, nel cuore del Parco Regionale del vulcano di Roccamonfina, mentre attraversava la piazza principale. Il ritrovamento ha destato molta preoccupazione ed è tornato ad accendere i riflettori sui danni derivanti dall'inquinamento
prodotto, nei decenni passati, dalla centrale elettronucleare di Garigliano, a Sessa Auruca, che dista in linea d'aria solo pochi chilometri. Nel corso degli anni, infatti, nella zona sarebbero nati una serie di animali, soprattutto vitelli e agnelli, con due teste o con altre gravi malformazioni, dall'ermafroditismo all'anchilosi, come aveva incessantemente denunciato negli anni '80 dall'avvocato Marcantonio Tibaldi, che ne aveva raccolto decine di foto. "Ciò cui abbiamo assistito in questi anni è spaventoso – spiegava l'avvocato in un articolo apparso sul n. 6 di Modus Vivendi, mensile della Federazione Nazionale dei Verdi.- La mortalità per leucemia e per cancro è aumentata in modo esponenziale in tutte e tre le regioni esposte alle radiazioni della centrale del Garigliano: in provincia di Latina, nel basso Lazio e in Abruzzo". Sul caso della lucertola a due teste è intervenuta, come riporta il blog Montesantacroce Giulia Casella, presidente del circolo di Legambiente di Sessa Aurunca: "in questi anni i vari governi e le istituzioni regionali si sono sempre rifiutati, diversamente da quanto è avvenuto in Germania, di stabilire un nesso causale tra le emissioni radioattive della centrale nucleare del Garigliano, l'incremento dell'incidenza tumorale e le malformazioni genetiche negli animali". Ma non è detto che la doppia testa della lucertola sia per forza collegato a tutto questo. Potrebbe trattarsi anche di un "errore della natura". La policefalia, anche se rara, è ampiamente documentata nell'uomo e in molti animali, specialmente nei rettili, causata dalla non corretta separazione degli embrioni durante un parto gemellare. Ma ricordando, a tal proposito, proprio gli studi scientifici fatti negli anni '80 dall'avvocato Tibaldi e da Alfredo Petteruti, la Casella conclude perentoria: "per quanto mi riguarda, sono da sempre convinta, è una mia opinione non certo un'asserzione scientifica, che questo legame esiste". Allarmismo anche tra i comitati antinucleare del Litorale, come Reazione Garigliano. "Si tratta di un episodio - sottolinea Valerio Mozzillo di Cellole - che suscita preoccupazione: era da venti anni, infatti, che non si avevano notizie del genere". A rileggere le parole di Cristaldi, in effetti, il dubbio che ci sia lo zampino dell'uomo e del suo inquinamento nella deformazione del rettile a due teste sorge spontaneo: "se anche non volessimo usare i toni della catastrofe, gli effetti nefasti registrati nell'area sono innegabili e sufficientemente documentati", con il grave sospetto, anzi, "di un'attenzione sui controlli che negli ultimi anni sembrerebbe essere scemata. Mentre la gran parte dei rilevamenti, di pertinenza dell'ente gestore, l'Enel, non appaiono in grado di fornire gli elementi necessari per sapere con certezza quale sia l'attuale stato di salute della zona. Anche perché ci sarebbe ancora chi parte dal falso postulato che, una volta chiusa la centrale, il problema sia in gran parte risolto".


http://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/8480-lucertola-due-teste

fonte: terrarealtime.blogspot.it

ombre sul (quasi) "beato" Paolo VI

di Federico Prati - agerecontra.it

Il pentito di mafia Calcara: “Era un massone, lui e il cardinale Macchi erano vicini a pezzi deviati dei servizi segreti e di Cosa Nostra. E sull’omicidio Calvi…”

Dall’anno successivo, la giornata dedicata dalla Chiesa (Conciliare) alla celebrazione del ricordo del “Papa” bresciano potrebbe essere il 29 maggio. Il miracolo a lui attribuito è un fatto del 2001, quando negli Stati Uniti si è verificata la guarigione di un bimbo ancora nella pancia della madre invocando nella preghiera proprio Paolo VI. Ma dietro le luci c’è anche qualche ombra? Una risposta arriva dal libro di Vincenzo Calcara (curato da Simona Mazza). Calcara, pentito di mafia, è l’uomo che era stato incaricato da Francesco Messina Denaro, il padre di Matteo attuale boss latitante di Cosa Nostra, di uccidere il giudice Paolo Borsellino. Calcara è stato per molti anni addentro alle operazioni di mafia e ha conosciuto anche i legami di Cosa Nostra, in particolare quella trapanese, con pezzi deviati delle istituzioni.
Calcara arriva a descrivere cinque diverse “entità“, che a suo dire sarebbero strettamente connesse e coinvolte in molti dei misteri e delle stragi che hanno afflitto la storia italiana del secondo dopoguerra. Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Massoneria, Servizi Segreti deviati e Chiesa (Conciliare): ecco le cinque entità di cui parla Vincenzo Calcara anche nel suo libro “Le cinque entità rivelate a Paolo Borsellino”.

Da sempre la Chiesa cattolica si considera inconciliabile con la massoneria. Ma, sul piano del potere temporale, le commistioni d’interessi e le frequentazioni con le logge segrete sono esistite, come prova il sodalizio finanziario tra monsignor Paul Casimir Markincus, patron dello Ior, e i piduisti Roberto Calvi e Michele Sindona.
Più volte e da più parti si è parlato di Paolo VI come di un massone. Don Villa, nemico giurato del cardinale Montini, scoprì che, sulla porta di bronzo della Basilica di San Pietro raffigurante lo stesso pontefice, Paolo VI era rappresentato con una stella a cinque punte sulla mano, vale a dire un pentalfa massonico, che fu poi prontamente rimosso.
Nel suo libro Calcara scrive che Paolo VI faceva parte “dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro quando era ancora cardinale”. Lui, insieme al cardinal Macchi, erano secondo Calcara in testa alla cosiddetta “Entità del Vaticano”, in grado di influenzare la vita politica ed economica italiana. Secondo quanto racconta Calcara lo stesso Vaticano ebbe un ruolo nella morte di Roberto Calvi, “attorno a cui vi erano dei Massoni collegati a Cosa Nostra”.
Calcara racconta di un incontro tra esponenti delle diverse entità: “Erano presenti tutti: Bernardo Provenzano, Francesco Messina Denaro, il vero braccio destro del Triumvirato della Commissione di Cosa Nostra, il potente uomo politico, il Cardinal Macchi, il notaio Albano, Francesco Nirta di San Luca… entrarono uno a uno come se stessero adempiendo a qualche prassi burocratica, per presenziare a una squallida cena ‘statale’, dove il potere era di casa (…) Dopo i soliti convenevoli, si misero attorno al tavolo accuratamente imbandito e iniziarono a parlare. Ricordo che quel giorno erano tutti incazzati con Calvi. Fra le altre cose il Cardinale Macchi, riferendosi al Dott. Calvi, pronunciò questa frase: ‘Gli ho garantito la mia protenzione facendo ricadere la colpa su Marcinkus, ma questo indegno non ha creduto! Lui è molto furbo”. “Con queste parole”, conclude Calcara, “si era decretata definitivamente la condanna a morte del Dott. Calvi”.


Fonte:  agerecontra.it

fonte: www.nocensura.com

la gatta sul tetto che scotta



LA VITA NON E' NEI SOGNI DELL'ALCOOL

giovedì 26 giugno 2014

io so quello che non so



non mi fido
non mi fido
non mi fido di nessuno
di chi tende la mano
fosse straniero o italiano
castano, rosso, biondo o bruno

se si sgonfiasse la palla
come si farebbe stare a galla,
il massone che controlla
il massone al collo per chi molla

non mi fido
non mi fido
non mi fido di nessuno
fosse adulto, adolescente o bambino,
discreto, misurato, inopportuno,
originario del Mediterraneo o di Belluno

marito e padre esemplare con spiccato senso spirituale,
il bene morale è fondamentale, una meraviglia,
dopo il taglio della torta, termine letterale, sterminio di famiglia,
immutabile rituale

non mi fido
non mi fido
non mi fido di nessuno
fosse intelligente, genio o cretino
un miliardo o solo uno
lontano, media distanza o vicino

non mi fido
più volte l'ho scritto,
per quanto si possa inasprire il conflitto
ho in dote un cazzo dritto





bufale sui social network


+++ ATTENZIONE +++
 
Da alcune settimane c'è una cospicua mandria di bufale che circola indisturbata su Facebook; e siccome sono in molti a dargli da mangiare, si stanno riproducendo come criceti! 
SCHERZI A PARTE, credo che avrete notato quante BUFALE stiano girando ultimamente... si parla di decine e decine di articoli-bufala al giorno, alcuni dei quali divengono talmente "virali" che vengono rilanciate da numerosi blog, e alla fine interviene persino la stampa nazionale per smentirle. E' il caso, per esempio, della (FALSA) morte di un celebre attore divulgata recentemente. Un'altra bufala era quella circa "L'alibi di ferro di Bossetti"; i temi trattati nelle bufale spaziano in tutti i settori, dalla cronaca alla politica fino a scienza, motori, tecnologia, etc.

E' fin troppo evidente che NON si tratta ne di un errore, ne di uno "scherzo" ordito da qualche ragazzino in vena di ridere. Sono spuntati dal nulla ALMENO 5 SITI, con nomi SIMILI ad organi di stampa veri, che divulgano quotidianamente bufale più o meno ben costruite. Diversi di questi sono ospitati da "altervista": (nomesito.altervista.org) e per "pararsi il c**o" da eventuali querele - spesso rivolgono accuse false e infamanti ma verosimili, che possono trarre in inganno - a piè di pagina, in piccolo, hanno scritto che SI TRATTA DI UN BLOG UMORISTICO...

Per divulgarle hanno creato pagine ad Hoc, inoltre alcuni personaggi, mediante profili FALSI, pubblicano gli articoli sui gruppi di informazione, accompagnando i post con frasi ad effetto per suscitare indignazione e far "decollare" la bufala.

Sul gruppo FB di Nocensura.com (https://www.facebook.com/groups/116760358397891) qualche giorno fa, cancellai uno di questi post; li per li, credevo che l'utente ci fosse "cascato", e mi limitai ad eliminare il post, senza "bannare" il profilo. Ma il giorno dopo, lo stesso ha pubblicato una nuova bufala, e la cosa ovviamente mi apparve molto strana.... ma prima di bannarlo, decisi di aspettare il 3° post, per avere la prova assoluta. Tra l'altro in quei giorni insieme agli altri admin stavamo monitorando il gruppo più del normale a causa dei problemi di spam che ho descritto in questo articolo: http://www.nocensura.com/2014/06/ecco-come-gli-spammer-infestano-i.html - e il terzo post dell'individuo non tardò ad arrivare.

Ho dato un'occhiata al suo profilo, che aveva come foto il simbolo del M5s (OVVIAMENTE non c'entra niente con M5s...) e notai che era iscritto a oltre 300 gruppi, dove presumibilmente "spamma" le bufale.

DAVVERO QUALCUNO VUOLE CREDERE ALLA "GOLIARDATA" ? Qui non si tratta di "un post ogni tanto", ma di DECINE DI POST AL GIORNO: un lavoro REDAZIONALE ben sviluppato, che richiede non solo ORE E ORE AL GIORNO, ma anche una certa preparazione.

Dopo 4 anni che collaboro con un blog, collaborazioni passate con alcune testate locali e circa 1.500 articoli scritti, credo di avere l'esperienza necessaria per esprimere un giudizio. E sono ragionevolmente sicuro che dietro a tutto questo ci sono PIU' PERSONE con discrete competenze.

Questi NON sono siti come "Lercio", che è NOTORIAMENTE un sito di bufale-satiriche, ed è pure simpatico... questi siti operano in modo diverso, con il PRECISO SCOPO di generare confusione e instaurare un clima di DIFFIDENZA VERSO LE NOTIZIE REPERITE SU INTERNET... che è l'unica fonte di verità, al di la di queste bufale...

QUAL è L'OBIETTIVO? CREARE CONFUSIONE TRA GLI UTENTI. Se molti infatti riconoscono una bufala da lontano, c'è chi ci casca in pieno, per poi accorgersi che si tratta di una bufala solo quando qualcuno glielo fa notare...

Per l' "utente medio" questo è sufficiente per INIZIARE A DIFFIDARE DI QUALSIASI NOTIZIA reperisca in rete; stanno creando un clima di DIFFIDENZA, e c'è da dire che certe notizie, ahimé, sono VERE ma APPAIONO INCREDIBILI;

EUROGENDFOR: "Seee ma ti pare che abbiano creato un corpo di Polizia che non risponde al governo ma alla NATO? E poi hanno la completa immunità e la loro sede è inviolabile... dai è una bufala"

SIGNORAGGIO: Il debito pubblico è una truffa? Naa... ha detto Alan Friedman a "La Gabbia" che il debito è stato fatto da Craxi e Fanfani... in effetti sprecavano, Craxi ha rubato... poi... ma ti pare mai possibile che ci truffino in questo modo? E' una bufala...

BANCHE: Stampano denaro dal nulla? Cioè lo stampano e lo emettono indebitando gli stati? Senza copertura aurea? Ah ah ah questa è forte, che cazzata...

SBAGLIO?

FATE ATTENZIONE, E SOPRATUTTO, CERCHIAMO DI FARE DELLE "LISTE DI PROSCRIZIONE" PER FARE IN MODO CHE LA GENTE NON CI CASCHI... E CHE COMPRENDA L'ARCANO, DIETRO AL QUALE NON MI SORPRENDEREI CI FOSSE UNA REGIA "ALTO LOCATA"...



Nota: Un utente ha commentato il post di questo articolo su Facebook, ipotizzando che si tratti di una trovata per guadagnare: "le bufale divengono virali, ottengono molte visite, e guadagnano". Personalmente ritengo che non sia così, in quanto premesso che i guadagni dei siti sono piuttosto bassi, chi gestisce un blog per guadagnare anziché scrivere - cosa che richiede tempo -più facilmente può pubblicare 20, 30 articoli al giorno "copiandoli" da altri siti, e magari modificando il titolo per renderlo più sensazionalistico possibile. Conosco diversi blog che fanno così... il "copia-incolla" richiede pochi secondi, mentre scrivere articoli richiede molto tempo, e chi scrive lo sa bene. Dietro a questi blog c'è un lavoro redazionale di almeno 2-3 persone...


Alessandro Raffa, portavoce di Nocensura.com 

fonte: www.nocensura.com

mercoledì 25 giugno 2014

caserme dismesse

A cura di redazione nocensura.com 

Delle numerose caserme dimesse con la fine dell'obbligo di leva, abbiamo parlato a più ripreseanche intervistando il presidente dell'Osservatorio Militare;

Decine di caserme, molte delle quali situate in località strategiche come Roma, Milano, Firenze, etc. dove l'emergenza abitativa si fa sempre più forte, con molte famiglie che non hanno una casa e sono costrette a sostenere canoni di affitto elevatissimi, pari a uno stipendio, e in alcuni casi dopo aver perso fonti di reddito si sono ritrovate a dormire in auto. Sono più di quanti pensiamo i casi di questo tipo, di cui i mass media non parlano.Un'emergenza, quella abitativa, che lo Stato se ce ne fosse stata la volontà, avrebbe potuto risolvere facilmente, anche riconvertendo a scopo abitativo le numerose caserme, molte delle quali erano già provviste di diverse abitazioni al loro interno.

Ma lo Stato quando è venuto meno l'obbligo di leva ha abbandonato queste caserme, che lasciate al degrado più totale, cadono in pezzi.  

Una foto della "Caserma Turinetto" di Albenga oggi abbandonata al degrado e all'incuria;
In questa caserma hanno svolto il "CAR" ed il servizio di leva migliaia di giovani.
Fonte foto: Gruppo Facebook "Caserma Turinetto Albenga"

 Come mai le hanno lasciate al degrado e all'incuria?!? Sicuramente uno dei motivi è il NON VOLERE RISOLVERE l'emergenza abitativa: aumentare la disponibilità di case avrebbe fatto scendere il valore delle case e il costo degli affitti, sui quali REALIZZANO INGENTI GUADAGNI sia i grandi costruttori, che i grandi capitalisti, che in molti casi hanno investito forti somme sul mattone; MA ANCHE QUASI TUTTI I POLITICI possiedono numerose proprietà, che se svalutassero ci rimetterebbero...  

Inoltre il costo eccessivo degli affitti spinge la gente ad acquistare case, ovvero A CONTRARRE MUTUI ventennali, persino trentennali, per la gioia delle banche, che realizzano profitti MILIARDARI.

"Sette italiani su dieci hanno casa di proprietà" ci dicono, sventolando il dato come un indice di benessere... una vera e madornale BUFALA: vediamo perché.

Innanzitutto, dei "sette italiani su diecimolti stanno pagando il mutuo: pertanto anche se dal catasto risultano proprietari di un immobile, sarebbe più corretto dire che il proprietario dell'immobile è la banca... e una parte crescente di questi non riusciranno a sostenere le rate (basti pensare che  nel triennio 2009-2012 stando ai dati ufficiali è finita all'asta la casa di 426.000 famiglie, ad oggi sicuramente il numero è cresciuto ulteriormente... basti pensare che nel 2012 il numero di chi non riesce a sostenere il mutuo o altri prestiti personali era di 2 milioni di persone, e nel frattempo la crisi si è fortemente acuita e centinaia di migliaia di italiani hanno perso il lavoro; dall'inizio dell'anno sono 570.000 i lavoratori posti in cassa integrazione, molti dei quali non rientreranno mai più al loro lavoro, ai quali dobbiamo sommare quelli che sono in "mobilità" e quelli che ricevono la "disoccupazione", ammortizzatori sociali che sono destinati a finire. Case che finiscono all'asta, dove vengono SVENDUTE a ricchi investitori, anche sulla "mafia delle aste" ci sarebbe tanto da dire, ma questo è un altro discorso)

Ci spacciano questo dato (quello dei molti italiani che possiedono una casa) come un indice di benessere: in realtà molte famiglie acquistano la casa e fanno sacrifici immensi per pagare il mutuo perché gli affitti sono elevatissimi, poco inferiori alle rate del mutuo, mentre ottenere una casa popolare ormai è un miraggio... 
Le famiglie italiane comprano casa perché sono oggettivamente costrette, da un sistema di speculazione che consente ai soliti noti di lucrarci: pensiamo ai terreni che da "agricoli" o "verde pubblico" divengono edificabili, centuplicando il valore; questioni che abbiamo affrontato nell' articolo sulle soluzioni che non vogliono adottare per risolvere l'emergenza abitativa 

La questione delle case è molto simile a quella sulle auto di proprietàanche in questo caso ci propinano il fatto che gli italiani possiedono più "auto ogni 100 abitanti" dei cittadini di altre nazioni europee come un indice di benessere: mentre invece si tratta di una necessità imposta dal fatto che non hanno mai voluto rendere efficiente e capillare il servizio di trasporto pubblico per favorire il mercato automobilistico... costringendo tutti i cittadini a possedere un'automobile, sulla quale pagano molte più tasse di quante ne pagano i cittadini delle altre nazioni europee. Così come non hanno mai fatto niente per incentivare ed agevolare l'uso di biciclette; le piste ciclabili sono poche e spesso mal concepite; in città come Roma molte persone potrebbero spostarsi in bici, ma lo hanno reso impossibile. Ad Amsterdam l'85% dei cittadini si spostano in bicicletta e con i mezzi pubblici; il traffico automobilistico è praticamente inesistente... e se quello di Amsterdam è un caso particolarmente felice, che non ha eguali in Europa, sono molte le località nord europee dove l'uso della bicicletta è largamente diffuso e incentivato... 


DOPO QUESTA LUNGA, MA NECESSARIA PREMESSA, TORNIAMO ALLA QUESTIONE DELLE CASERME: che come abbiamo visto sono state abbandonate, sono andate in rovina, e hanno perso il 90% del valore...

Ebbene, Soros ed i giganti di Wall Street vogliono acquistare le caserme italiane: che ormai ridotte a catapecchie, potranno acquistarle ad un prezzo risibile... forse per questo le hanno lasciate al degrado? 

Staff nocensura.com
- - -


Ecco perché i giganti di Wall Street come Soros comprano le caserme italiane

I grandi fondi americani, i giganti di Wall Street, dal Quantum Fund di George Soros al fondo Och Ziff fino a Blackstone, puntano a comprare le caserme italiane. 

Almeno quelle messe in vendita dal Fondo Fip di Investire Immobiliare. 

Sul piatto ci sono caserme, in particolare della Guardia di Finanza, un po’ in tutta Italia: Roma, Bari, Napoli fino a L’Aquila con la caserma, risparmiata dal terremoto, diventata famosa per avere riunito i capi di Stato del G8 con padrone di casa l’allora premier Silvio Berlusconi. Perché i giganti di Wall Street lo fanno? Cosa ci guadagnano?

Del resto, in Italia ci sono 450 caserme che, secondo un articolo del settimanale L’Espresso nel 2012, valgono circa 5 miliardi di euro.

 La strategia è secondo i rumors molto semplice. Le caserme sono infatti affittate all’esercito (quindi allo Stato) con contratti di lunghissima durata: tra i 10 e i 20 anni. Quindi comprare una caserma diventa un tipo di investimento assimilabile a un bond di uno Stato sovrano. Un po’ come comprare un Btp…. (Fonte: lagrandeopera.blogspot.it
 

fonte: www.nocensura.com

giovedì 19 giugno 2014

la bella catastrofe



dopo la tregua, il corpo si adegua. Prega. Si piega. Bocca contigua.

Accendi.
Procedi.
Aggiungi.
Sorridi.
Interrompi.
Comprendi.
Stravolgi.
Dipingi.
Nascondi.
Scommetti.
Sottometti.
Rimetti.
Fotti.

think tank e bang bang

Un think tank statunitense rivela come gli USA hanno inventato la “primavera araba”


cia2Anche se il danno è fatto e certi Paesi arabi sono devastati, non è mai troppo tardi capire come la stupidità e l’arroganza dei tunisini siano state sfruttati per destabilizzare la Tunisia e distruggere altri tre Paesi arabi. Se il rapporto degli Stati Uniti non ci dice nulla di nuovo, dato che siamo stati i primi a denunciare l’impostura della “primavera araba”,
è possibile sfidare gli idioti che continuano a celebrare la “rivoluzione” e accusare i cyber-collaborazionisti e i mercenari che hanno sulla coscienza la morte di migliaia di tunisini, libici, egiziani, yemeniti e siriani.


Un documento rilasciato da un think tank statunitense rivela che la “primavera araba” è ben lungi dall’essere un movimento spontaneo di persone desiderose di un cambiamento politico, ma piuttosto una deliberata e orchestrata riconfigurazione da parte dell’amministrazione statunitense. 

L’organizzazione Middle East Briefing (MEB), basandosi su un rapporto ufficiale del dipartimento di Stato statunitense conferma il coinvolgimento della Casa Bianca nelle “rivoluzioni” che hanno scosso molti Paesi del Medio Oriente e Nord Africa. Il documento del 22 ottobre 2010 intitolato “Middle East Partnership Initiative: Panoramica“, è riservato ma MEB ha potuto visionarlo tramite il Freedom of Information Act

La terra dello Zio Sam ha ideato nei suoi uffici le tante strategie per sconfiggere i regimi nei Paesi mirati, basandosi sulla “società civile” controllata tramite il lavoro profondo delle organizzazioni non governativa (ONG). 

L’approccio statunitense è manipolare le ONG allineandole alla sua politica estera e ai suoi obiettivi riguardo la sicurezza interna, osserva MEB. 
Il Middle East Partnership Initiative (MEPI) è un programma regionale che rafforza i cittadini del Medio Oriente e Nord Africa sviluppando società pluraliste, partecipative e prospere. Come dimostrato dai dati forniti in tale valutazione, il MEPI fu avviato nel 2002 per divenire uno strumento flessibile regionale per trarre un sostegno diretto dalle società civili indigene alla diplomazia del governo degli Stati Uniti nella regione“, 
si può leggere nella relazione del dipartimento di Stato che usa e abusa del linguaggio diplomatico per mascherare la natura egemonica di tale iniziativa. Nella sezione intitolata 
Come funziona il MEPI” viene chiaramente spiegato come i principali obiettivi del MEPI siano “costruire reti di riformatori che condividano  conoscenze e si aiutino a vicenda, catalizzando il cambio nella regione“.

La sovversione finanziata dalle ambasciate statunitensi
L’amministrazione Obama non lesina sui mezzi della sua ingerenza negli affari interni dei Paesi mirati. 
Le sovvenzioni locali 
forniscono un sostegno diretto ai gruppi indigeni che ora rappresentano più della metà dei progetti del MEPI“,
osserva il rapporto. 
Agenti designati dalle ambasciate statunitensi gestiscono finanziamenti e collegamenti con vari ONG e gruppi della società civile
beneficianti di tali sovvenzioni. 
I progetti specifici nei Paesi sono volti a soddisfare le esigenze di sviluppo locale, individuate dalle ambasciate, dai riformatori locali e dalla nostra analisi sul campo. Gli sviluppi politici in un Paese possono portare a nuove opportunità e nuove sfide nel raggiungimento degli obiettivi politici del governo degli Stati Uniti, e il MEPI trasferirà i fondi per soddisfare tali esigenze“, dice ancora. 

Va da sé che i promotori di tale programma sabotano le istituzioni e i governi locali. Viene infatti indicato che il MEPI ha interlocutori solo tra gli attori della società civile attraverso le ONG interessate negli Stati Uniti e nella regione. 
Il MEPI non finanzia governi stranieri e non negozia contratti di assistenza bilaterale“, 
dice il rapporto. Secondo il MEB, il documento stabilisce un elenco di Paesi prioritari da colpire secondo gli obiettivi della dirigenza statunitense. Sono Yemen, Arabia Saudita, Tunisia, Egitto e Bahrayn. 

Libia e Siria furono aggiunti un anno dopo la redazione della relazione del dipartimento di Stato. Sull’Egitto si apprende che il governo degli Stati Uniti contattò i Fratelli musulmani considerati compatibili con la politica estera del governo statunitense. 

L’amministrazione Obama prevede anche un “servizio post-vendita” di tali “rivoluzioni” volte a ridisegnare il “Grande Medio Oriente” secondo la visione statunitense. L’ufficio del coordinatore speciale della transizione in Medio Oriente fu fondato nel settembre 2011. William B. Taylor ne fu nominato a capo. 

 Il diplomatico sapeva di rivoluzioni dato che fu l’ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina durante la “rivoluzione arancione” del 2006-2009. Secondo il rapporto del dipartimento di Stato, l’Ufficio del coordinatore speciale della transizione nel Medio Oriente coordina l’assistenza del governo degli Stati Uniti presso le “democrazie emergenti” in Medio Oriente e Nord Africa, tra cui Egitto, Tunisia e Libia.


Sonia BakerAlgérie Patriotique – Tunisie Secret


Documento del Middle East Briefing (MEB) “U.S. State Dept. Document Confirms Regime Change Agenda in Middle East

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
http://aurorasito.wordpress.com/2014/06/16/un-think-tank-statunitense-rivela-come-gli-usa-hanno-inventato-la-primavera-araba/ 


http://realtofantasia.blogspot.it/2014/06/un-think-tank-statunitense-rivela-come.html#more

fonte: terrarealtime.blogspot.it

Grecia allo sbando


A cura di redazione nocensura.com 

Negli ultimi due anni da Atene sono giunte notizie tali da far accapponare la pelle. Già nel 2011 le politiche della Troika avevano fatto chiudere 1 negozio su 4: oggi ne sono rimasti la metà, rispetto al periodo pre-crisi. La situazione è peggiorata e sta peggiorando progressivamente e inesorabilmente: esattamente quello che - in tono minore, almeno per ora - sta accadendo da noi. 
Hanno licenziato migliaia di statali, ridotto all'osso gli stipendi, tagliato del 25% anche le pensioni da 700€ al mese, e messo in vendita i propri gioielli (è recente la messa sul mercato di 110 bellissime spiagge, che diventeranno i "lidi privati" dei lobbisti, magari i responsabili della situazione greca.)

Bambini abbandonati dai genitori disperati che non sanno come sfamarli e prendersi cura di loro: i casi di questo tipo sono in costante aumento, come lo è il numero dei senzatetto. Secondo i dati Unicef il 30% dei bambini greci vive in condizioni di povertà. La fila dei disperati che chiedono un pezzo di pane agli enti caritatevoli si allunga di giorno in giorno. Quando al mercato è stato distribuito cibo gratis, per accaparrarsi una busta di alimenti è finita in ressa: scene che fino a qualche anno fa credevamo di non dover vedere in un paese dell'UE.

C'è chi è arrivato a inocularsi il virus dell'HIV per ammalarsi e ottenere il sussidio di 700€ previsto per i malati (con il concreto rischio che questo tipo di aiuti sia prossimamente eliminato...) 

Sono inevitabilmente aumentati i furti, lo spaccio di droghe pesanti - con la diffusione della 'sisa', la droga dei poveri, una sostanza micidiale - e tutti reati di allarme sociale, compresi i crimini violenti. La polizia reprime sempre più duramente anche i reati minori o indotti da uno stato di effettiva necessità e indigenza: la giustizia è allo sbando, abusi di potere e violenze sono sempre più frequenti e diffusi, come dimostrano anche le persecuzioni, mediante false accuse, perpetrate a danno degli euroscettici.

Il sistema sanitario è al collasso: alcuni ospedali sono "autogestiti", ogni giorno 2.300 greci perdono la possibilità di curarsi, alcune case farmaceutiche hanno interrotto le forniture di farmaci antitumorali a causa di insolvenze. E' di un mese fa la notizia di un paziente che, giunto in sala operatoria, è stato riportato in corsia perché si sono accorti che non fosse assicurato; ormai nemmeno i malati di epatite vengono curati se sprovvisti di assicurazione. La mortalità infantile è quasi raddoppiata nel giro di pochi anni.

Le condizioni di lavoro - che dagli anni 80' fino al 2000 erano migliorate sensibilmente e costantemente - sono regredite a livelli da medioevo: i "contratti di lavoro" sono carta straccia, chi vuole lavorare deve accettare stipendi di poche centinaia di euro ed essere disposto a lavorare tutto il giorno a ritmi serrati, senza nessun diritto, ne garanzia: e la povertà ha fatto tornare di moda addirittura il baratto, come illustra l'articolo che vi proponiamo di seguito.

Molte persone non hanno capito ciò che è avvenuto in Grecia: ovvero la causa del disastro. I cosiddetti "mercati" hanno messo in ginocchio il paese imponendo un tasso di interesse sul debito pubblico (sui titoli di stato) che sarebbe insostenibile per qualsiasi nazione del mondo. Quando lo spread italiano superò quota 500 punti, in Grecia è arrivato a 1.500! Tradotto in soldoni, l'Italia doveva pagare un tasso di interesse superiore al 6% sui titoli di stato, la Grecia addirittura il 15%!

La disfatta della Grecia è stata decisa a tavolino: una sorta di "esperimento" per capire a che livello possono spingersi e verificare quali sono le reazioni dei cittadini. E la maggioranza dei cittadini greci non ha compreso cosa è accaduto: certo, hanno contestato le politiche della Troika e il governo che le ha imposte, ma un po' come da noi, i cittadini attribuiscono la responsabilità al governo, alla malapolitica, a sprechi-corruzione-evasione, etc. e la "valvola di sfogo" di molti greci sono gli stranieri: bersaglio preferito dei neonazisti di Alba Dorata...

Staff nocensura.com
- - - - -
  La Grecia torna al Medio Evo: 2/3 degli stipendi pagati in baratto!!!

La Grecia torna al Medio Evo: 2/3 degli stipendi pagati in barattoL'esperimento sociale della Troika raggiunge questo nuovo stadio

“Vi ricordate la servitù e i contadini nei bei tempi passati del feudalesimo medioevale? Se la risposta è no, ho delle buone notizie per voi! E' consuetudine nel mondo del lavoro in Grecia oggi ottenere la paga in beni, il baratto, invece che in salari. Rivive il feudalesimo nella Grecia della moderna Unione Europea e della zona euro”. Con questa premessa in uno dei suoi ultimi post, il blog greco KTG riporta un'inchiesta condotta dall'Istituto del lavoro della Confederazione dei sindacati (GSEE), definendola scioccante ma non così inattesa se si considera che per le leggi dell'austerità, della depressione indotta e della competitività, le condizioni di lavoro e di salario hanno reso i cittadini greci degli schiavi moderni. 
Ecco alcuni dati dell'inchiesta, così come riportata da KTG:
i lavoratori ricevono stipendi con ritardi dai 3 ai 12 mesi
i lavoratori ricevono un terzo dei loro salari, il resto è pagato attraverso servizi come ad esempio la possibilità di dormire in un albergo, buoni pasto e coupon per acquisti di altri beni al supermercato.
 
I datori di lavoro non pagano tredicesima e quattordicesima come obbligati per legge, ma in cambio offrono couppon per cibo e benzina. Costringono poi i lavoratori a firmare per il fatto che hano ricevuto l'intero bonus. GSEE stima che oltre un milione di lavoratori non ha ricevuto tredicesima e quattordicesima. 

I giovani lavoratori sotto i 25 anno anni sono assunti con contratti mensili per lavoro part-time di 4 ore al giorno e salari di 180 euro al mese. Con 25 giorni lavorativi si tratta di uno stipendio di 7,2 euro al giorno e più o meno 1.72 euro l'ora! KTG ricorda l'indignazione della prima "riforma del lavoro" nel 2011 che aveva tagliato drasticamente i salari fino a paghe da 3 euro l'ora. Ma ora si è passati alla rassegnazione e non ci si indigna neanche più...
 
Secondo il diritto del lavoro, il salario minimo per coloro che hanno meno di 25 anni dovrebbe essere di 480 euro per un lavoro full-time. Ma a chi interressa le leggi quando la domanda del lavoro è straordinaria, il tasso di disoccupazione enorme e la liquidità in circolazione è scarsa perché le banche stanno risparmiando?
 
I lavoratori greci, prosegue Ktg, saranno presto abilitati a pagare le loro bollette e il loro affitto in coupon per detergenti o buoni pasto. E' strano come nel 2011 e 2012 i greci hanno fatto un tuffo nel passato ad i tempi di Chrles Dickens, mentre nel 2013 e 2014 si è arrivati fino al Medio Evo. "Posso immaginare che in un paio di anni, la Troika si lamenterà della mancanza di abilità del mondo nel lavoro e di fondi sociali assicurativi vuoti nella  competitiva Grecia", conclude Ktg.


Fonte: lantidiplomatico.it

fonte: www.nocensura.com

mercoledì 18 giugno 2014

scorte



scorta di tenebra celebra l'amore, cosa misteriosa che crea conflitti e delitti.
Scorte di tenebre celebri per onoranze funebri, l'amore calunniosa cosa sparge scritti e sconfitti.

lunedì 16 giugno 2014

Reclus

Si illude, chi crede che macellare un vitello sia poi tanto diverso dal massacrare un cristiano: e non capisce che l’assuefazione alla strage quotidiana degli animali ci “prepara” all’indifferenza verso l’omicidio, la guerra, il genocidio. Parola di Elisée Reclus, anarchico francese e geografo nonché vegetariano militante: aveva, per l’epoca, idee molto progressiste riguardo ai diritti degli animali. Servendo come membro della milizia, partecipò attivamente alla rivolta che diede vita alla mitica Comune di Parigi del 1871, storica ribellione della classe operaia che lo stesso Marx definì «il presagio glorioso di una nuova società». Dopo la sua cattura da parte delle forze governative, Reclus venne inizialmente deportato in Nuova Caledonia, remoto arcipelago al largo delle coste dell’Australia. Ma grazie all’intervento dei suoi sostenitori, che secondo alcune fonti includevano anche Charles Darwin, una nuova sentenza ridusse la distanza del confino, permettendogli di vivere in Svizzera.
Reclus, racconta il newyorchese Jon Hochschartner in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”, era sensibile come un bambino alla violenza contro Maiali al macellogli animali. «Una volta un mio familiare mi aveva inviato, piatto in mano, dal macellaio del villaggio, con l’ordine di prendere qualche pezzo di carne da mangiare», ha scritto Reclus, ricordando un episodio decisivo per la sua vita, negli anni dell’infanzia. «Ricordo ancora questo cantiere cupo dove uomini terrificanti andavano e venivano con grandi coltelli, indossando grembiuli schizzati di sangue. Appesa sotto un portico, un’enorme carcassa sembrava occupare una straordinaria quantità di spazio. Dalla sua carne bianca un liquido rossastro scorreva nei canali». Travolto dalla vista del macello, Reclus, a quanto pare, svenne.Il reduce della Comune di Parigi ha scritto acutamente circa il processo che permette agli esseri umani di commettere la violenza sugli animali, «un processo che potremmo chiamare di socializzazione specista», afferma Hochschartner. La reazione inorridita di un bambino di fronte allo sfruttamento degli animali «svanisce nel tempo, cedendo davanti alla perniciosa influenza dell’educazione quotidiana», ha dichiarato Reclus. «I genitori, gli insegnanti, in modo ufficiale o amichevole, i medici, per non parlare del singolo potente che noi chiamiamo “tutti”, lavorano tutti quanti insieme per “indurire” il carattere del bambino rispetto a questo alimento a quattro zampe che, tuttavia, ama come facciamo noi, e sente come noi».
Forse anticipando il lavoro di scrittori come Joan Dunayer, Reclus ha riconosciuto il ruolo dei giochi linguistici nel negare o razionalizzare lo sfruttamento degli animali. «Gli animali sacrificati per l’appetito dell’uomo sono stati sistematicamente e metodicamente resi orrendi, informi, e sviliti in intelligenza e valore morale», ha scritto Reclus. «Anche il nome degli animali è stato trasformato, il cinghiale viene utilizzato come grossolano insulto, la massa di carne che vediamo sguazzare nelle piscine rumorose è talmente ripugnante da guardare che evitiamo ogni somiglianza tra il nome della bestia e quello dei piatti che se ne ricavano». Naturalmente, Reclus credeva nel collegamento tra la violenza sugli animali e quella contro gli Elisée Reclusesseri umani: «C’è poi così tanta differenza tra il corpo morto di una giovenca e quello di un uomo?».
«Gli arti mozzati, le interiora mescolate uno con l’altro, sono molto simili», scrive Reclus. «Il massacro del primo rende facile l’omicidio del secondo, soprattutto quando fuori squilla l’ordine di un leader, o da lontano arriva la parola del maestro incoronato, “essere senza pietà”». Elisée Reclus è morto nel 1905 all’età di 75 anni. «Si dice che i suoi ultimi giorni siano stati resi particolarmente felici dalla notizia della rivoluzione popolare in Russia», secondo Camille Martin e John P. Clark. «Morì poco dopo aver sentito della rivolta dei marinai sulla corazzata Potemkin».

fonte: www.libreidee.org